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venerdì 17 luglio 2009

Il Ministro delle Pari Opportunità contro la Prostituzione, intanto il Premier organizza orgie con squillo di lusso


Berlusconi coinvolto in un altro sex-gate. Questa volta responsabile di aver partecipato ed organizzato delle “torte” nome in codice per dire orgie con cui il capo del governo si dilettava a Palazzo Grazioli. Insieme a lui anche altri ospiti illustri come Vladimir Putin. Patrizia D’Addario ha rivelato di essere andata a letto con il premier e di essere stata per questo pagata 2000 euro da Gianpaolo Tarantini che procura le ragazze al premier per le sue feste. La modalità è sempre la stessa: convocazione a Roma, improvvisa e po’ misteriosa. Abitino nero,trucco leggero. Prima di andare a letto, se richiesto dal padrone di casa, una disponibilità assoluta a mostrare ammirazione estatica per i successi di “Silvio”; pieno divertimento per barzellette e canti; gratitudine per i regalini “da negozietto”.

Il povero Gianpaolo Tarantini è costretto spesso ad organizzare “festini” cono solo qualche ora di anticipo, nell’estate-autunno del 2008, la sexual-addicition di Berlusconi è compulsiva, la sua satriasi indiavolata. Telefona anche dieci volte, nello stesso giorno, a Tarantini (intercettato dalla magistratura di Bari).

Nonostante le testimonianze ai giudici e le intercettazioni Berlusconi presenta la sua personalissima versione dei fatti: un giovanotto ambizioso (Tarantini) conduce prostitute di caro prezzo nelle residenze del capo del governo offrendole al “sultano”(Berlusconi) per ingrassare affari e potere d’influenza. Il “sultano”-ingenuo e ignaro- fa sesso con una di quelle ragazze (Patrizia D’Addario). Emerso l’episodio, il “sultano” muove in tre mosse. Nega l’episodio( “Non ricordo la faccia di questa Patrizia”). Scredita la testimone(“I miei nemici l’hanno pagata per accusarmi”). Banalizza quel che è accaduto(“Ho soltanto scelto ospiti sbagliati”). Usando le parole del suo avvocato, Nicolò Ghedini,è soltando un “soggetto inconsapevole”.

Ma checché sene dica Berlusconi è consapevole che le “ragazze” siano delle cortigiane, tant’è che a Tarantini le chiede espressamente. Intorno al presidente c’è un organizzazione discreta che fornisce prostitute al “sultano” per le sue serate con “torta” finale, un reato di servizio che si muove secondo moduli, programmi e desideri sempre uguali.

Ma il punto non è la vita sessuale di Silvio Berlusconi. Il nodo della questione è che un uomo politico non può mentire. Deve accettare la pubblicità di ogni sua attività quando questa serve per valutare la coerenza tra i valori proclamati e comportamenti tenuti.

Da questo punto di vista, la scena è chiera, il comportamento privato del capo dello stato è in fragorosa contraddizione con i valori (Dio,famiglia) che proclama in pubblico e con le leggi che propone al parlamento(severe punizioni per chi favorisce la prostituzione e per chi fa sesso con le prostitute). Proprio oggi il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna presenta il disegno di legge contro la prostituzione. In tempi di escort il ministro non esita a mettere nel mirino i clienti e non solo le prostitute. “ Se si vuole combattere la prostituzione-scrive- il problema non è soltanto quello di ripulire le strade”.

Quindi promette che il ddl (disegno di legge) “presto diventerà legge”, a dispetto di quanti ne ipotizzavano un congelamento per non creare imbarazzi al Cavaliere.

E invece la Carfagna tira dritto:“È Sentita come prioritaria l’esigenza di colpire chi si avvale della prostituzione o contatta delle persone che si prostituiscono alimentando il mercato stesso”.


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