Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick è stato chiarissimo: “L'attuale crisi finanziaria farà salire il numero di persone che soffrono di malnutrizione di 44 milioni di unità. C'è il reale rischio che dalla crisi finanziaria si passi a una crisi umanitari”.
Allarmato il presidente della Banca Mondiale ha aggiunto: “Nell'ultimo periodo ci siamo focalizzati sulla crisi nei paesi avanzati. Ora è il momento do concentrarci sulla crisi dei paesi in via di sviluppo, alcuni dei quali vedranno scendere la propria crescita dal 6,6 percento al 4 percento: una frenata che non sarà avvertita come un semplice rallentamento ma come una recessione vera e propria”.
La Banca Mondiale ha già individuato 28 paesi che potrebbero essere a rischi o di una crisi alimentare. Inoltre non ha nascosto la sua preoccupazione che la crisi in corso possa fermare se non del tutto annullare gran parte dei progressi raggiunti in moti paesi in via di sviluppo al lavoro per ridurre povertà e malattie.
Solo ieri l'ex presidente Usa Bill Clinton aveva commentato positivamente le nuove misure adottate dalla Banca Mondiale che si era detta favorevole al finanziamento di ai piccoli produttori alimentari del sud del mondo per fare in modo che la produzione agricola avesse una crescita a medio e lungo termine. Zoellick, inoltre, ha fatto sapere che alla luce della crisi attuale sarebbe bene sviluppare “un sistema finanziario di rete che sia flessibile e non monolitico” aggiungendo l'importanza, in questo momento, del settore industriale privato.

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