Erano tre anni che Martti Ahtisaari veniva dato tra i papabili vincitori del premio Nobel per la pace. Alla fine l'ex presidente finlandese, mediatore dei negoziati di pace nella provincia indonesiana di Aceh e delle trattative per lo status del Kosovo, è stato insignito dell'ambito riconoscimento nell'anno in cui il favorito non era più lui. Nell'annunciare la sua scelta, il comitato del Nobel di Oslo ha deciso di premiare il 71enne Ahtisaari “per i suoi importanti sforzi, in diversi continenti e per oltre un trentennio, per risolvere i conflitti internazionali”. Una vita dietro le quinte, al tavolo delle trattative, paradossalmente coronata dal più prestigioso riconoscimento individuale dopo un fallimento, quello della mediazione sul Kosovo.
Molto meglio era andata nelle trattative per terminare la guerra in Aceh, la provincia indonesiana più occidentale dell'arcipelago, dove un movimento ribelle combatteva da trent'anni per l'indipendenza da Jakarta. Grazie agli sforzi di Ahtisaari, guerriglieri e governo hanno trovato un accordo per una maggiore autonomia della regione e una più equa distribuzione dei profitti delle risorse naturali, ponendo fine a un conflitto costato circa 15.000 morti.
La scelta di Ahtisaari è una sorpresa, perché stavolta i pronostici erano tutti per un Nobel assegnato a un dissidente cinese. Il ragionamento era: nell'anno delle Olimpiadi di Pechino, il comitato avrebbe voluto ricordare che in Cina i diritti umani continuano a essere calpestati, premiando uno degli attivisti finiti in carcere. In particolare, si guardava a Hu Jia, condannato per le sue campagne per i diritti civili, la protezione dell'ambiente e i contagi di Aids per le trasfusioni di sangue infetto. Anche l'avvocato per i diritti umani Gao Zhisheng era dato come uno dei favoriti. Ma le decisioni del comitato di cinque membri, che mantengono un riserbo esemplare fino all'annuncio della decisione, negli ultimi anni hanno sempre sfidato ogni pronostico. Soprattutto, criticano alcuni osservatori, hanno evitato prese di posizione politicamente scomode. Così quest'anno, lontano dai riflettori com'è nel suo stile, alla fine l'ha spuntata Ahtisaari. L'ex presidente finlandese ritirerà il premio a dicembre, compreso un assegno da 10 milioni di corone svedesi (poco più di un milione di euro), che ha già detto di voler impiegare per finanziare il suo Crisis Management Institute (Cmi), impegnato della mediazione dei conflitti.

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