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mercoledì 22 ottobre 2008
Libertà di stampa: Italia al 44. posto
Non che sia scienza esatta, ma il monitoraggio annuale di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa ha sempre fatto il punto in maniera sicuramente credibile sulle condizioni in cui lavorano i giornalisti nel mondo. Insomma, sul livello di democrazia. Non ci sono grandi sorprese quest’anno nel rapporto appena uscito. I Paesi più liberi restano quelli del profondo nord (Islanda, Norvegia, Finlandia oltre a Estonia e Lussemburgo), i peggiori sempre i soliti: Eritrea, Corea del Nord, Turkmenistan, Cuba e Birmania. Nessuna sorpresa neppure sulle posizioni dei Paesi attualmente attraversati dalle guerre (Iraq, Afghanistan, Somalia) o da forti contrasti interni (Filippine, Sri Lanka, Pakistan, Colombia e anche Georgia) oppure notoriamente chiusi (Algeria, Tunisia, Libia, Iran, Arabia Saudita). Conferme negative, ovvio, anche per colossi dalla democrazia incerta come Cina e Russia o dalla doppia faccia come Israele: al 46. posto in casa propria, al 149. fuori dai propri confini. Una situazione identica a quella degli Stati Uniti che passano dal 36. posto in casa fino al 119. fuori. E siamo alle note dolenti, cioè all’Italia, ultima fra le grandi nazioni europee, al 44. posto, dopo Germania, Francia e Spagna. Una discesa verticale dall’anno scorso e nel 2009 probabilmente andrà anche peggio con tutte le leggi varate contro la libera informazione. Va ricordato che in questi primi mesi dell’anno sono già stati uccisi 52 giornalisti, 205 sono attualmente in prigione. Proprio un bel mestiere.
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