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mercoledì 6 agosto 2008

Iran, impiccato un giornalista

Un giovane giornalista iraniano Yaghoub Mehrnahad è stato impiccato lunedì nel carcere di Zahedan, capoluogo del Beluchistan iraniano. Mehrnahad era stato arrestato 16 mesi fa con l'accusa di 'secessionismo'. Collaboratore della stampa locale e nazionale, Mehrnahad aveva fondato anche l'associazione giovanile Sedaye Edalat (la Voce della Giustizia), molto attiva a Zahedan, capoluogo del Beluchistan iraniano. Mehrnahad è stato condannato a morte con l'accusa di appartenenza a un gruppo armato, ma nessuna prova è stata presentata nel processo al quale non ha potuto presenziare neppure il legale dell'imputato. Un altro giornalista, Ali Dadashi, quest'ultimo appartenente all'etnia azera, è stato condannato a rustate a Tabriz, capoluogo dell'Azerbaijan iraniano. Caporedattore di 'Armaghan', un settimanale di Tabriz, Dadashi è stato riconosciuto colpevole di ''calunnia''. In un articolo, il giornalista azero aveva denunciato un caso di speculazione edilizia che vedeva coinvolti alcuni esponenti vicini ai Guardiani della Rivoluzione.Notizie preoccupanti che fanno temere il peggio. Altri due giornalisti, questa volta curdi, attendono in carcere l'esecuzione della loro condanna a morte. Oggi i blogger iraniani hanno scelto di rimanere in silenzio per protestare contro l'esecuzione di Yaghoub Mehrnahad. E per chiedere al mondo di rompere il proprio silenzio. I giornalisti curdi hanno deciso invece di parlare, di esprimere non soltanto la condanna per l'impiccagione di un giovane giornalista, ma soprattutto per manifestare la loro viva preoccupazione per la sorte di Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar. L'impiccagione di Yaghoub Mehrnahad, meno noto dei due colleghi curdi, potrebbe aprire la strada all'esecuzione della sentenza di morte anche per Adnan e Hiwa, premiati da Information Safety and Freedom (ISF) a Siena il 30 novembre 2007. "Se non ci saranno proteste e condanne internazionali per l'assassinio di Yaghoub, il regime si sentirà autorizzato a mettere la corda al collo di Hiwa e Adnan", scrivono nel loro comunicato i colleghi curdi. Una preoccupazione condivisa pienamente anche da ISF, che chiede l'intervento del governo italiano e del le istituzioni europee per impedire al governo del presidente Mahmoud Ahmadinejad di impiccare anche Hiwa e Adnan. Ricordiamo che su nostro sollecito l'ex premier Romano Prodi chiese pubblicamente la sospensione della condanna a morte di Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar.

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