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sabato 30 agosto 2008

''Usa hanno partecipato alla guerra''Mosca denuncia il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti

La Russia sta tirando fuori le prove del coinvolgimento diretto degli Stati Uniti a fianco delle forze georgiane durante la guerra dell'8-12 agosto.
Il gen. Nagovitsyn mostra il passaporto Usa
Consiglieri Usa in prima linea. Il vicecapo di stato maggiore russo, generale Anatoly , ha mostrato alle telecamere il passaporto di un cittadino Usa - un texano di nome Michael Lee White - rinvenuto dai soldati russi in una postazione conquistata alle forze speciali georgiane a Zemonekozi, un villaggio poco a sud di Tskhinvali, in Ossezia del Sud. "Quella posizione era stata tenacemente difesa dai commando georgiani", ha detto Nagovitsyn. "Non sappiamo perché questo americano fosse lì, ma è un fatto che stava in quell'edificio, assieme alle forze speciali georgiane".
Questa scoperta aveva fatto dichiarare al premier russo Vladimir Putin, intervistato dalla Cnn: "Abbiamo serie ragioni di credere che cittadini americani fossero proprio nel cuore dell'azione militare".
Del resto non è difficile immaginare, in quei giorni, la presenza di qualche consigliere militare statunitense a fianco delle truppe d'élite georgiane addestrate e armate dagli Usa, che erano appena state aviotrasportate dall'Iraq a bordo di aerei militari statunitensi.

Hummer sequestrato a Poti

Difesa antiaerea con i satelliti Usa
. Questa notizia fa il paio con quella ancor più clamorosa - ma praticamente ignorata dai mass media occidentali - dell'aiuto 'satellitare' che gli Usa avrebbero fornito alla contraerea georgiana nei giorni del conflitto. Mosca sostiene infatti che durante la guerra i radar del sistema di difesa antiaereo georgiano sono stati tenuti sempre spenti per evitare di essere localizzati (salvo brevi accensioni per seguire il lancio di missili), e che questo risulta incompatibile con la precisione con cui la contraerea georgiana ha abbattuto, tirando a colpo sicuro, un bombardiere Tupolev 22 e tre caccia Sukhoi 25 russi. La risposta, secondo Mosca, è nella sofisticata strumentazione satellitare trovata a bordo dei sei gipponi 'Hummer' dell'esercito Usa sequestrati dai russi nel porto georgiano di Poti: un sistema collegato ai satelliti militari Usa, un apparecchio per distinguere i mezzi propri da quelli nemici e sistemi criptati di comunicazione radio. Quel che bastava, secondo il generale Nagovitsyn, a fornire in tempo reale alle batterie missilistiche georgiane le coordinate dei velivoli russi.

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